
Vivere il bello.
Questo il leitmotiv della vita di Carlo Gasperoni
La sua famiglia di origine è stata la prima fonte d’ispirazione. Carlo, ancora bambino, osserva affascinato la nonna pittrice dipingere ed ottenere importanti riconoscimenti e viene coinvolto dalla madre, donna estrosa e appassionata, all’arte di modellare la creta dando vita, insieme ai suoi fratelli, a piccole opere d’arte.
Fin da piccolo Carlo muove i primi passi nell’arte del disegno tra i banchi di scuola, dove la sua spiccata dote veniva elogiata dai suoi insegnanti. Era solito spaziare da disegni classici ornati a ritratti di affascinanti attrici dell’epoca.
Karnot Mizbeach Altare

Non è un caso se la sua scelta professionale è stata quella di dedicarsi alla Chirurgia Estetica, il naturale sbocco di un individuo innamorato del bello, che fa della bellezza la sua missione nella vita.
La delicatezza del suo senso estetico e dell’anima che in lui generosa si offre al mondo, lo porta anche ad amare la musica in modo spassionato, suona pianoforte e chitarra e le sue composizioni musicali sono figlie di una sensibilità artistica innata e coltivata da sempre.
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“L’arte ha il compito di far confluire nella mente dell’individuo emozioni”.
Questa è la spinta che porta Carlo Gasperoni a sperimentare nuovi mezzi espressivi per mezzo della multimedialità.
Nella sua maturità artistica ed emozionale Gasperoni attinge con naturalezza agli infiniti mezzi propri di quest’epoca, sperimentando e padroneggiando il digitale per mezzo del quale realizza composizioni equilibrate dai colori intensi e sfavillanti. Gli equilibri cromatici sono ricercati con attenzione e “provando e riprovando”, celebre motto di metodologia della scientifica e antica Accademia del cimento, nata ai tempi di Galileo Galilei, che Gasperoni trasla nel mondo dell’arte.
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